domenica 13 settembre 2015

Terrazza San Pancrazio Ultima Speranza dei Single Romani

7 commenti:
 


I bar per single, quelli con il bancone appesantito dai Cosmopolitan, quelli con il barman saggio con cui finisci a tirare nichelini in un bicchiere da whisky mentre confessi i drammi della tua anima nera, quelli dove mentre sei sola ad aspettare la tua amica si avvicina un figo della madonna e ti offre da bere, ecco quei posti là non ho mai pensato esistessero qui.

E invece sì, amici. Esistono, ma siamo in Italia, perciò rivedete un po’ i vostri standard e accontentativi, al posto di Ryan Gosling guru della rimorchiata alcolica in Crazy Stupid Love, di uno che assomiglia al massimo ad un Tiberio Timperi dei tempi d’oro.

Ma entriamo nel dettaglio. A Roma se siete alla ricerca di un single con cui condividere chiacchiere bugiarde e un paio di Moscow Mule allora il posto che cercate e Terrazza San Pancrazio: buco
a cielo aperto e arena da rimorchio per tutte le età.

Lo stile è aggressivo quasi quanto oltreoceano, uomini reduci da Ibiza o Formentera o posti così, ancora tiepidamente abbronzati, si fanno coraggiosi come fossero ancora in vacanza e si trovassero davanti, non un’italiana geneticamente predisposta a tirarsela quando gioca in casa, ma una bulgara bionda, leggera e giustamente libera di concedersi senza tante storie.
L’abbordaggio è squallido, maldestro; diretto e altrettanto sgraziato e monotono. Eppure… apprezzabile.

No, non ho sviluppato un insana e lasciva passione per i viscidi puttanieri ma quel teatrino di uomini affamati e pronti a combattere per una milf o una piccola hipster appena diplomata, me li ha resi simpatici. Si perché a San Pancrazio ho ritrovato un po’ di quella spavalderia machista che ci manca, manca a noi donne, fosse solo per usarla per deridervi con le amiche ma soprattutto manca a voi e al vostro genere ormai scaduto.

Signori io voglio aiutarvi, voglio darvi qualche piccolo consiglio per uscire da questi anni bui che hanno abbattuto il vostro sesso.

1. Ritrovate un po’ di palle. Provarci con una donna deve essere un rischio, vi devono sudare le mani, dovete passare la notte insonne a scervellarvi per sorprenderla perché lei è la vostra dea, è molto più di quello che avete mai pensato di meritare. Quindi puntare la chiattona con i pantaloni rosa porcello di OVS e svoltarci la serata non significa essere uno che ci sa fare, vuol dire essere un senza palle che va sul sicuro, che non conosce e mai conoscerà il vero brivido della conquista, la riuscita rampante e sfacciata di chi magari un po’ è inciampato, magari si è preso pure qualche no ma alla fine è arrivato in vetta.

2. Siate proattivi. Allora, se lo scrivete a manetta sul vostro curriculum e vi spaccate in quattro per dimostrare al vostro capo che siete un tipo creativo, saturo di idee e di desiderio di vivere non regredite a meba da muretto e birretta quando uscite fuori dalla vostra dimensione professionale. Basta essere scontati e abitudinari, ritrovate la voglia di stupire. State certi che se il vostro tentativo di approccio è ancora dal ‘98 l’abusata e poveraccia sfinita richiesta “ce l’hai una sigaretta?” che nessuna donna decente ve la darà, quella sigaretta. Impegnatevi, fateci ridere, e aggirate la monotonia, rompete gli schemi e dateci qualcosa di autentico.

3. Ricacciate il vostro lato femminile dove non può essere più ritrovato. Non dovete essere sensibili ed emotivi come noi, dovete essere semplici come è scritto nel vostro destino, elementari e diretti ma soprattutto dovete sopprimere l’idea e il falso mito dell’uomo che gioca a fare la donna e guadagna potere. Non pensate di essere più furbi di noi, di saper maneggiare tattiche e scenette meglio di chi ce l’ha nel sangue rischiate solo di essere noiosi, inutili. Perciò tornate ai vostri posti e preparatevi a compiere il vostro dovere.

Signori, in ultimo, dovete tornare a fare gli uomini, perché altrimenti noi non possiamo fare quello in cui siamo davvero brave, cioè essere donne.


7 commenti:

  1. ... più che altro sembra che l'autrice di questo post abbia bisogno di essere 'rimorchiata' ... forse era meglio parlare del buon sushi che si mangia al ristorante :-)

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    1. Se tutti fossero scaltri come te zuzzurullone non ci sarebbe quasi bisogno di me e di questi post... :)

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  2. Be complimenti alla "Signora" per la raffica di luoghi comuni. devo riconoscere che iniziando a leggere un sorriso lo ha strappato anche a me, poi scorrendo le righe ho provato pena.. quanta frustrazione trasuda per un post che doveva essere divertente, e invece.. passando per la fiera dello scontato e banale fino ad arrivare a vomitare sentenze squallide figlie del solito vittimismo improvvido. "Non pensate di essere più furbi di noi, di saper maneggiare tattiche e scenette meglio di chi ce l’ha nel sangue rischiate solo di essere noiosi, inutili." ma soprattutto.. "Perciò tornate ai vostri posti e preparatevi a compiere il vostro dovere." il vostro dovere..... ma cos'è una gara, una galera, un gioco perverso spalle al muro a chi lo mette dietro prima..? quanta mancanza di attenzioni, di affetto, bhé ti illumino, non la troverai certo abbaiando alla luna, o sputando fuori tutto questo, ma magri mostrando il tuo lato più dolce e fragile, è forse quello che avvicina le persone che infondo proviamo tutti le stesse paure ansie e dubbi, e condividiamo le stesse curiosità... convengo infondo sull'essere semplici e trasparenti, ma c'è modo diverso nell'esternarlo. siete sempre pronte ad addossare colpe per tutto, a idealizzare qualcuno o qualcosa che passi le notti a trovare aneddoti per attirare la vostra attenzione, e poi infondo volete uomini rozzi che s'inteneriscano alla vostra visione celestiale e che risolvano tutti i casini che create perché non riuscite a risolvere un problema alla volta ma dovete fare una lavatrice di problemi... il punto è che se poi decidiamo di mettere ordine in questo caos forse non siamo quei rudi e insensibili analfabeti che credete, e che vi fa comodo immaginare perché infondo più semplici da gestire. parlate tanto di emancipazione di eguali diritti su cose di cui oggettivamente vi cederemmo volentieri l'onere e poi non riuscite a vivere serene o affrontare da sole con fermezza le scelte importanti, vi perdete in mille giri e poi la virata che servirebbe sembra un oceano... e il paradosso sai qual è? che tutto questo è bello, che le debolezze fanno parte della vita, se solo aveste il coraggio di ammetterle e conviverci, condividerle avvicinerebbe le persone, invece di guardarle dal basso in alto quando in realtà l'unica cosa di cui non siete sicure è tutto ciò che riguarda voi. un consiglio... pensa a mangiare un buon sushi e a bere un buon gin tonic la prossima volta... che la variante umana puoi scoprirla giorno per giorno, senza programmare o sbraitare o aggredire nessuno, si chiama vita e mi hanno detto che è fatta così, e non è poi così male... ;)

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    1. Caro Matteo,
      Io molto spesso scrivo per ridere, scrivo cose vere, pensate, ma tagliate con l'accetta, eccessive, ogni tanto provocatorie. Perché non sono d'accordo con te la vita non è che poi non è così male, la vita è fantastica e va vissuta a pieno, bisogna esporsi e non avere paura di rischiare che sia a Terrazza San Pancrazio, su una pagina di un blog o con un commento appassionato ed onesto come il tuo. In fondo siamo dallo stesso lato della palizzata... a parte il gin tonic :)

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  3. Però.. peccato, iniziavi a piacermi, e mi sei caduta sul gin tonic :) scherzo.. in effetti de gustibus, non disputandum est

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