martedì 11 novembre 2014

Quello che non sai...

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Il mistero nascosto dietro un nome, il desiderio inappagato di scovare affetti e drammi di una vita da un profilo social, la paura che le nostre maldestre ricerche da hacker improvvisati ci facciano scoprire. Tutto per corsa ? solo per avere un pezzo in più, qualche tiepida luce che diradi il buio dell’ignoranza.

Vi chiederete: di cosa sto parlando ? Sto parlando delle “altre” e degli “altri”. Parlo di quelli relegati in angoli nascosti e sommersi come di quelli che vivono appieno, investiti di ufficialità ma che sanno vedere attraverso le crepe. Parlo delle coppie a tre cuori, forse quattro, magari cinque.

Dolore che ti toglie il respiro, consapevolezza di non essere abbastanza, paura e terrore di perdere quel poco che sa di tutto. Non importa da quale lato del muro sei, siamo malati della stessa malattia. Ma più di tutto è la curiosità di quel “altro” che ci mangia dentro, che ci sfonda l’umore della giornata.

Passa il tempo, il sale sulle ferite non brucia più ma quello spettro continua a chiedere di te, a reclamare attenzione solo per schiacciarti a terra. La colazione della domenica dentro pigiami casalinghi e stropicciati, il pranzo sotto l’ufficio con le mani intrecciate sotto la tovaglia; non importa di quale terra sei figlio continuerai a temere quello che non sai, o che non hai mai saputo


Un fantasma è perfetto e perfettamente amato, perché senza corpo, senza profili, senza manie e difetti, debolezze e insicurezze. Un mostro di fumo inconsistente eppure potente al punto da squarciare le crepe del cuore e dell’anima come nessun uomo è mai riuscito, perché qualcuno come te puoi combatterlo, magari vincerlo, puoi colpire la carne e vedere il colore dei lividi, riconoscerti perché pieni della stessa furia cieca e sorda, ma un fantasma, quello non puoi batterlo. Mai.


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